domenica 15 gennaio 2012

Forza Democratica

Questa sera mi sento particolarmente ispirato dalle domande stupide quindi vorrei sottoporMi una domanda di facile responso ovvero:
Qual'è la forza democratica di un paese? Come si può misurare? E soprattutto é ancora calcolabile?
La risposta mi giunge rapida alla mente, così semplicemente ed elegantemente da prenderla al volo e farla mia subito: Più la gente è libera di votare e scegliere le leggi (secondo maggioranza) e più il paese è fortemente democratico! Vero, verissimo, ma forse un pò troppo facile.
E siccome chi mi conosce sa che le cose facili non mi piacciono e che da loro diffido per partito preso (di solito, se mi capita di vedere una partita, io tifo sempre per la squadra più debole, almeno sulla carta) vorrei accertarmi che questa mia considerazione non abbia pecche, che sia incontrovertibile ed allora penso.

Diciamo subito che le alternative alla democrazia sono già state provate, in varie epoche e/o momenti particolari, da tutti i paesi del mondo (ad eccezione forse di pochi stati, tra cui sicuramente spiccano gli Stati Uniti d'America).

La monarchia (o governo del singolo), di solito viene facilmente identificata. Chi non sa cosa è un re, un imperatore o, quando il potere è detenuto con la forza (spesso militarmente), un dittatore, un despota?
Ultimamente questa forma di governo viene avulsa (quanto meno in Italia) in quanto il popolo si sente poco rappresentato se non addirittura estromesso dalle decisioni prese nel palazzo.
Eppure, se esaminata nelle sue molteplici trasformazioni avvenute nell'arco dei secoli, anche questa forma di Stato ha avuto le sue giustificazioni di essere.
La Monarchia era già insita in quella che poteva essere la prima parvenza di comunità come quella della tribù o del villaggio preistorico. In queste prime congregazioni di individui il capo-tribù veniva nominato dalla collettività per motivi di anzianità (= esperienza), di religiosità (come chiaroveggenti/stregoni/druidi) per eroismo e prodezza nel comando o anche solo perchè il più bravo ad imporre il proprio pensiero agli altri (non necessariamente con la violenza).
Nel tempo la monarchia si è via via riciclata (a seconda del momento storico o della presa di coscienza che la popolazione suddita maturava) in Monarchia deistica (Egitto,Babilonia,Persia...), assoluta (Spagna, Francia, Inghilterra e molti altri, specie nel periodo post-medioevale), rappresentativa-elettiva (Roma in primis), ereditaria o dinastica, ed infine costituzionale (limitata da una rappresentanza del popolo o aristocratica che fosse).
 Teniamo presente che la monarchia è stata di gran lunga la forma più usata nell'arco della storia dell'uomo e, se non nelle sue forme più cruente e sfacciate, tra le più amate dal popolo.
E non penso che questo valeva solo per i popoli più retrogradi poichè sarebbe un vero e proprio insulto all'intelligenza di inglesi, svedesi, spagnoli, giapponesi e di molti altri popoli che, tra i più progressisti e liberali nel mondo, sono ancor'oggi attaccatissimi ai loro regnanti (vuoi per motivi  di tradizione ma sicuramente anche per motivi di identificazione patriottica) 


Per l'aristocrazia (o governo dei migliori) vale lo stesso di quanto detto per la Monarchia, e con essa si intreccia più e più volte nell'arco dei secoli. Senza dilungarmi farò esempi come: il consiglio degli anziani (in epoca preistorica  ma anche fino fino ai tempi nostri coi nativi americani etc;), il senato della repubblica (nella Roma antica), la stessa Monarchia parlamentare (ove il parlamento era di partecipazione esclusiva dei patrizi-aristocratici appunto), la Dieta (in quanto collegio di principi, feudatari etc;) ed altri ancora.
Non sempre questa forma, assai poco rappresentativa del popolo-volgo , ha dato dei risultati negativi. Nel periodo delle proto-Signorie per esempio, le famiglie patrizie dei Comuni, facevano eseguire opere pubbliche di indubbio miglioramento per la vita dei loro concittadini (chiaramente, il più delle volte, a scopo meramente propagandistico) e spesso a loro spese.

Sappiamo tutti da dove proviene la parola Demos-Kratos ed il suo significato: Governo del popolo (o dittatura della maggioranza).
La Civiltà Ateniese (la preferisco definire così in quanto quasi ogni altra città ellenica, arcaica o moderna che fosse, aveva una propria forma di governo e , aggiungerei, altrettanto valida di quella Ateniese) fu probabilmente la prima che adottò questa forma di rappresentanza allargata (soprattutto con le estensioni attuate nel periodo pericleo), seguita dalla I^ Roma Repubblicana (anche se questa aveva più connotazione aristocratica che pubblica), dalle repubbliche marinare (italiane e non) e così via fino ai giorni nostri dove sembra che la democrazia imperi.
E qui sta il punto.   
In quale forma si può definire una democrazia migliore rispetto ad un'altra ?
E (cosa forse ancora più importante) come posso misurarne la forza ?
Poniamo degli esempi, anche stridenti o lontani tra loro, per trovare una linea teorica di ragionamento (concettualmente parlando).

Posso definire democratica la Repubblica Popolare Cinese? Sicuramente no! E' più simile ad una oligarchia (oligoi-archè comando di pochi) dittatoriale (vedi Partito Comunista Cinese).
Ma non è forse vero che in questi 50 anni ha seguito una linea dettata dalla maggioranza del popolo cinese?
Teniamo conto che il partito nazional-popolare è stato sostenuto da sempre (oltre che dall' esercito), dagli ex-poveri, dai contadini-mezzadri (una volta contadini-braccianti più simili al modello medioevale del termine) e addirittura da parte di una maggioranza degli studenti (come nel caso della rivoluzione culturale).
Allora dov'è che viene a mancare la forza democratica nel modello cinese ?
Guardando fattori importanti come la mancanza di:
- possibilità di scelta , di cambiamento (di partito politico, di governo...)
- partecipazione alle decisioni nazionali (politiche, economico-commerciali, culturali, etc;)
- norme che garantiscano la giustizia e l'uguaglianza tra i cittadini (nel bene o nel male)
- proprietà privata (lo Stato è sempre proprietario della casa, del terreno o dell' unità produttiva locale)
posso certamente considerare la Cina come uno dei paesi a più basso valore democratico.
Eppure, a ben vedere,
- Partito a parte (rimasto sempre lo stesso), i cambiamenti al governo, si sono succeduti con frequenza più
  bassa che da noi, ma si sono pur sempre succeduti.
- la partecipazione del popolo alle decisioni governative, anche se queste erano decise dall'alto, è sempre
  stata alta, vuoi per la propaganda con cui le nuove leggi venivano presentate ai cittadini, voi per il culto
  della personalità adottato da Maotzetung innalzato a deux-machina dello stato perfetto.
- con l' apertura economica semi-capitalistica (lo Stato è sempre presente nelle aziende private locali) la Cina si sta dimostrando un modello vincente, battendo tutti i paesi concorrenti (europei inclusi), anche quelli che hanno sempre fatto del capitalismo il proprio cavallo di battaglia.

Allora cos'è che mi fa dire che noi occidentali siamo democratici e loro no?

Prendiamo un altro esempio stavolta molto democratico : l'Italia (Repubblica Parlamentare)
Il nostro Paese è sicuramente quello che può definirsi un paese a democrazia indiretta , ma fino a che punto? Vediamo se, a differenza della Cina, abbiamo i presupposti per definirci migliori :
- quale fazione ha governato i primi 53 anni dal dopoguerra? quale è stata quella all'opposizione (sdoganata con Prodi, ex uomo della Democrazia Cristiana, solo quando le ideologie più radicali sono state messe al bando dal partito stesso, ovvero quando le differenze con il centro erano ormai ininfluenti)?
- è' vero che siamo rappresentati in parlamento dai partiti di nostra scelta ma è altrettanto vero che sono i segretari di partito a scegliere chi può entrare e chi no a Palazzo Montecitorio (deputati) o a Palazzo Madama (Senatori) e quindi vengono scelti secondo una linea politica adottata dai pochi leader (di solito i segretari di partito) delegittimando spesso la scelta fatta dal popolo.
  Inoltre (per la Costituzione) non solo non possiamo direttamente legiferare (anche le proposte di legge popolari devono essere prima e poi votate dal parlamento), ma neppure suggerire (referendum propositivo) le azioni di governo; ci resta solo la possibilità di abrogare (o far
  abrogare) le leggi in essere (poi, comunque, prontamente ri-emanate, raggirando la scelta popolare, con la
modifica di qualche postilla)
- per quanto riguarda le leggi garantiste del nostro ordinamento il tutto è molto ben disciplinato dalla
Costituzione, con la incontrovertibile divisione dei tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) salvo il fatto che Il parlamento (o la sua maggioranza) decide a chi affidare il compito di istituire il governo (di solito uno del partito di maggioranza, appunto), lo stesso parlamento decide di un terzo del C.S.M. ed infine decide anche di un terzo della Corte Costituzionale.
Quindi l'unica vera differenza rimasta tra il nostro belpaese e la Cina popolare è la proprietà privata, qui accettata, là esclusa (tranne che in certe aree del paese).
Ma questo non va di per sè contro il Demos-Kratos (governo del popolo), elimina solo l'importanza del singolo andando invece a favore della massa, ovvero della maggioranza del popolo (in teoria).

Prendiamo ora il Regno Unito (Monarchia Costituzionale) : che ci crediate o no è il sistema parlamentare che più si avvicina al nostro, ma con alcune differenze:
a) al posto del nostro presidente della repubblica c'è la Regina (The Queen) più o meno con gli stessi compiti del nostro
b) al posto della ns. camera dei deputati hanno la camera dei comuni (la parte parlamentare che ha indubbiamente maggior peso per legiferare) interamente eletta dai cittadini (sudditi? quali sudditi!) britannici
c) al posto del nostro senato hanno la camera dei lords (aristocratici e religiosi importanti) ma con poteri alquanto limitati
d) il I° ministro ha le stesse funzioni del nostro (solo che deve sempre presentare le leggi in parlamento (motivandole) per l'approvazione
e) le leggi vengono adottate o eliminate dall'ordinamento Britannico con molta più flessibilità e velocità che dal nostro poichè, per loro, vale il principio del common law ovvero dei precedenti giurisprudenziali (il nostro segue pedissequamente il Diritto Romano).
Posto quanto sopra, teoricamente, il Regno unito dovrebbe essere meno democratico del nostro in quanto monarchico (per successione), Aristocratico (camera dei lord) e democratico-rappresentativo (camera dei comuni) Allora cos'è che fa di quello Stato un paese, a detta di molti, più democratico del nostro?

Menzionando altri esempi di paesi con i più disparati sistemi di governo posso citare :

- Per le repubbliche federali presidenziali: gli Stati Uniti (U.S.A.) aventi un parlamento bicamerale eletto, 1 presidente (o i governatori negli stati membri) ma eletto direttamente dal popolo, una corte suprema ed una Costituzione.
- Per le repubbliche federali parlamentari: la Germania, con un ordinamento molto simile al nostro
- Vari paesi a monarchia costituzionale come la Spagna. la Svezia, la Norvegia e la Danimarca , ognuna con varie differenze nell'ordinamento politico (ma assai lievi per l'aspetto pratico della funzionalità e della garanzia di libertà)
- Repubbliche presidenziali e Repubbliche democratiche a non finire ....

ma ognuno di essi risulta essere più o meno democratico indifferentemente dal tipo di governo esistente.

Ragionando io credo di aver capito che quello che fa di un paese un Paese Democratico è il popolo stesso, a partire dal 1° cittadino (sia esso un dittatore illuminato, un monarca, un presidente eletto direttamente o no, un primo ministro) fino all'ultimo.

Quello che forma un paese democratico è il singolo e come si comporta.
Perchè un paese diventi democratico (o migliori in tal senso) bisogna che tutti i suoi abitanti si prodighino al rispetto verso gli altri.


Rispetto delle libertà individuali innanzi tutto, (è questo che ha fatto e fa della Cina una dittatura e non una democrazia .....)




ma non solo, rispetto nell'accezione più pura della parola (è questo che pone l'italia più in basso rispetto a moltissimi altri paesi nella graduatoria della democrazia).

Il "rispetto" di Berlusconi dimostrato alla Sig.ra Merkel .......... 
Se ho voglia di buttare per strada un pezzo di carta posso anzi devo essere libero di farlo,
ma per il senso di rispetto che ho verso gli altri non lo farò mai !
TUTTO CIO' CHE VOGLIO FARE POSSO ESSERE LIBERO DI FARLO MA QUESTO NON DEVE DANNEGGIARE IN ALCUN MODO QUALCUN'ALTRO!
per cui la il valore della parola Democrazia viene espresso non (o meglio non solo) dalla costituzione degli elementi di governo o dalla semi-libertà esistente o dalla elezione per maggioranza di voto o finanche dalla espressione popolare più o meno diretta nella politica, il valore della Democrazia in un Paese si misura in base al senso di rispetto che ha il popolo che lo compone.
Più un paese è corretto e più le leggi possono essere diminuite di numero perchè rese inutili dalla rettitudine dei suoi abitanti.
E se questa correttezza viene condivisa da ogni singolo parlamentare, ministro, re o imperatore di quel paese potete stare tranquilli che leggi insulse o sbagliate non saranno promulgate con leggerezza....

Mi viene in mente una volta che andai in Germania e per errore (non voluto, giuro!) parcheggiai l'auto in una sosta regolata da parchimetro (era notte e non mi ero accorto della cosa); quando andai a riprenderla la mattina dopo, uscito dall'hotel, mi avvidi dell'errore che avevo commesso ed avvicinandomi all'auto, sul cruscotto notai un biglietto che, ero certo, doveva trattarsi di una multa.
Rispettare vuol dire anche sincerarsi che il proprietario non
sia morto o all'ospedale prima di riempire il tergicristalli
Invece era un foglio lasciatomi dal poliziotto comunale di Bonn che diceva così : "Gentile automobilista , abbiamo trovato la sua auto parcheggiata in un posto non conforme al codice della strada. Le rendiamo noto che il suo numero di targa è stato segnalato in centrale e che in caso di ulteriori violazioni stradali dovrà corrispondere un'ammenda relativa con l'aggiunta di questa, del valore di 30 D.M. (Deutchmark = marchi tedeschi, dell'86 erano circa 50.000 Lire). Per questa volta, essendo la sua prima infrazione, riteniamo di non dover procedere. Grazie per la sua attenzione. Firma.

Non ripetei mai più un errore simile.

Non per paura della multa che mi avrebbero fatto ma perchè, accordandomi la loro fiducia, mi avevano trattato con un rispetto per me fino ad allora inimmaginabile (in Italia figurati ...) e meritavano il mio rispetto.

Ecco cos'è che da valore alla democrazia.

Buona notte,
sia a tutti quelli che hanno avuto il coraggio di leggere con pazienza (e rispetto) questo noiosissimo post,  ma anche a quelli che lo hanno "mollato" alle prime righe,  per rispetto delle loro idee.